Uno dei principali problemi che può portare a compromettere il rapporto uomo-cane è l’aggressività. 

Prima di tutto è importante tenere a mente che un comportamento aggressivo è spesso un adattamento utile a tenere sotto controllo risorse o situazioni che non potrebbero essere, altrimenti, controllate efficacemente e che non è, quindi, sempre indotto da cause patologiche. Il termine “aggressione” riferito ad una sequenza comportamentale in una data situazione e in un dato momento, può essere infatti inteso come parte del normale etogramma di specie. Possiamo quindi parlare di aggressività come:

  • Comportamento adattivo → è intenzionale e manifestato per danneggiare o provocare uno stimolo negativo nei confronti di un altro individuo. La territorialità è tra le principali motivazioni oltre all’ottenimento di cibo e la definizione di una gerarchia sociale;
  • Problema comportamentale → è una risposta inappropriata in determinati contesti.

L’aggressività è data dall’unione di diversi fattori, quali: gli aspetti genetici (razze predisposte), i fattori ambientali (esperienze soggettive pregresse e stimoli provenienti dall’ambiente in cui vive l’animale che influenzano il suo equilibrio psicofisico) e lo status ormonale (il maschio risulta essere più aggressivo della femmina). Può quindi semplicemente essere l’espressione di comportamenti innati e appresi, una manifestazione di stress o, nel peggiore dei casi, il sintomo di una malattia clinica.
Vediamo ora quando vengono messe in atto manifestazioni di aggressività da parte del cane:

  1. In caso di paura;
  2. Per difesa e/o perdita di una risorsa (come il cibo o un gioco);
  3. Per difesa di un territorio;
  4. Per mancanza di una via di fuga (quando gli spazi non sono sufficienti);
  5. In caso di frustrazione;
  6. Per mancanza di autocontrolli (quando non è grado di gestire la tensione);
  7. In caso di redirezione dell’aggressività (quando utilizza una valvola di sfogo non potendo raggiungere la vera causa della sua reazione);
  8. In presenza di uno stimolo che inneschi l’istinto predatorio (tipico dei cani da caccia).

In generale qualunque cane aggressivo, escludendo eventuali patologie comportamentali, è tendenzialmente insicuro. Gli unici due esempi di aggressività non legati all’insicurezza sono l’aggressività rediretta, che è data da uno stato di frustrazione, e l’aggressività predatoria, che è innescata dal movimento della preda.
Ricordiamo, inoltre, che la manifestazione di un comportamento aggressivo è composta da varie fasi: la minaccia mediante il ringhio, mediante lo sguardo e di tipo posturale; l’eventuale lotta; la ritirata e la sottomissione. Osservando attentamente l’animale è quindi possibile cogliere i segnali che la precedono. 
È quindi chiaro, ancora una volta, come imparare a riconoscere e comprendere il linguaggio del cane ci permetta di gestirlo nel modo migliore per il suo equilibrio psicofisico. 

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