Gli animali di affezione potranno essere accompagnati in visita ai loro proprietari ricoverati nei reparti ospedalieri delle strutture presenti in Lombardia, in attuazione del regolamento regionale n. 2 del 13 aprile 2017.

Nella visione di una maggiore sensibilità del rapporto uomo animale, in linea con i tempi, e nella consapevolezza dei benefici per il paziente che rimane a contatto con il proprio animale da compagnia, il regolamento regionale di attuazione delle disposizioni di cui al Titolo VIII, Capo II, della Legge Regionale n. 33/2009 recante norme relative alla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo, pone le basi e riconosce l’evoluzione del rapporto uomo animale, allo stesso tempo garantendo sicurezza ed igiene delle strutture ospedaliere.

Occorre analizzare la normativa del regolamento per meglio comprendere quali siano gli animali ammessi all’accesso nelle strutture ospedaliere e quali siano le condizioni da rispettare. Il Capo VI del regolamento menzionato, “Accesso di animali d’affezione alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate”, ne indica le modalità.

L’art. 23, in particolare, prevede che possano fare ingresso nelle strutture ove consentito, i cani che siano identificati ed iscritti all’anagrafe degli animali di affezione, regionale o nazionali e che debbano essere condotti con guinzaglio della lunghezza massima di 1,5 metri e, naturalmente, avere con sé una museruola. Esattamente, quindi, come avviene quando portiamo il nostro cane a fare una passeggiata in città.

Per quanto riguarda, invece, i gatti ed i conigli, altri animali ammessi, essi dovranno essere trasportati in apposito trasportino almeno fino al momento della visita e, se poi liberati, custoditi in modo da evitarne la fuga, adottando ogni accorgimento idoneo.

I conduttori dovranno essere maggiorenni, in grado di avere il totale controllo dell’animale e dovranno munirsi di ogni strumento necessario affinché l’animale non lasci peli, deiezioni o altro. L’animale dovrà, poi, avere con sé la documentazione sanitaria, dovrà essere pulito e spazzolato prima della visita ed, in generale, osservare la massima cura al fine di evitare disturbo o danno ad alcuno. Sarà necessario, infine, dotarsi di un prodotto per la sanificazione delle mani.

Niente di più, quindi, di quanto un bravo proprietario è chiamato a compiere nella corretta e quotidiana gestione del proprio compagno a quattro zampe. Poche, semplici, necessarie e doverose regole, dunque, alle quali è obbligatorio attenersi ed i cui benefici saranno certamente superiori ai “costi”. Benefici che già tutti noi conosciamo con l’introduzione della c.d. funzione “pet therapy”.

Per richiedere l’acceso degli animali da compagnia dovrà essere predisposta una richiesta scritta nella quale indicare il tipo di animale, il luogo e l’orario di accesso ed i requisiti dell’animale come indicati dal regolamento, ad esempio. Il direttore sanitario della struttura stabilirà se l’incontro potrà avvenire nelle singole stanze o in un locale apposito.

Un primo passo, a livello regolamentare, è stato compiuto. Ora, spetta alle singole strutture procedere autonomamente per dar seguito a quanto stabilito. Le strutture sanitarie e sociosanitarie che hanno già adottato un proprio regolamento hanno predisposto un apposito modulo al quale far riferimento per presentare la propria richiesta.

Infine, è utile rammentare che non si tratta di una novità tra le regioni italiane. In effetti, già la Giunta della regione Emilia-Romagna, con delibera del 23 dicembre 2013, approvava la disciplina per l’accesso di animali d’affezione nelle strutture ospedaliere pubbliche e private in caso di paziente ricoverato. Di poco successiva, anche l’approvazione di un regolamento per le visite in corsia degli animali domestici nella regione Toscana.

È, infine, notizia di pochi fa l’approvazione, all’unanimità, da parte del Consiglio regionale della Liguria, di un ordine del giorno che impegna la Giunta ad “adottare tutte le iniziative per garantire l’accesso all’interno degli hospice della Liguria agli animali domestici appartenenti al nucleo famigliare degli ospiti”; ordine del giorno al quale seguirà la sottoscrizione di un apposito protocollo. Si tratta di strutture che permettono un ricovero temporaneo o permanente alle persone malate che non possono essere assistite secondo un programma di assistenza domiciliare specialistica o per le quali il ricovero in ospedale risulta inadeguato.

Come ha rilevato qualcuno, “Non bisogna vergognarsi di aiutare gli animali, bisogna vergognarsi di vedere la sofferenza e non fare nulla”.

E se la visita del compagno a quattro zampe può alleviare anche quella umana, il compito di tutti noi è di rispettarla.

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