Cani tenuti legati alla catena: una prassi spesso attuata da proprietari che detengono l’animale relegato in giardino, con una limitata possibilità di movimento, affinché questo adempi ad una funzione di guardia o non “rovini” altre zone oltre a quella stabilita.

Occorre domandarsi se è possibile tenere il cane legato alla catena, a quali condizioni, e se vi sono norme che vietano e puniscono questo comportamento.

Innanzitutto, è necessario visionare la regolamentazione regionale e comunale vigente nella regione e nella città in cui ci si trova.

2. A Torino

Quanto alla normativa comunale, è possibile citare il Regolamento del Comune di Torino per la Tutela ed il benessere degli animali in città, approvato l’11 aprile 2006, che, all’art. 20,v “Divieto di detenzione a catena”, prescrive quanto segue:

«1. È vietato detenere cani legati od a catena se non in casi di effettiva e particolare necessità e secondo quanto stabilito dal successivo comma 2.

2.  Se indispensabile, l’uso della catena deve comunque essere assicurato all’animale il libero movimento con possibilità di raggiungere comodamente i contenitori dell’acqua, del cibo ed il riparo. La catena, munita di due moschettoni rotanti all’estremità, dovrà essere agganciata con un gancio scorrevole ad un cavo aereo posto ad altezza di almeno due metri da terra e la cui lunghezza sia di almeno cinque metri. La lunghezza della catena deve essere pari ad almeno due volte l’altezza da terra del cavo aereo e comunque mai inferiore a cinque metri. Ai cani detenuti a catena deve essere assicurata la possibilità di movimento libero per almeno una ora al giorno. È comunque vietato l’uso del collare a strozzo.

3. Qualora il cane sia detenuto in spazio delimitato, esclusi i canili, questo deve avere una dimensione minima pari a quindici metri quadrati per ogni capo di età superiore ai 180 giorni»

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