Vi presentiamo due saggi recentemente pubblicati, di Ferdinando Boero e John Berger, dei quali consigliamo vivamente la lettura.


Ferdinando Boero – Ecco perché i cani fanno la pipì sulle ruote delle macchine

L’uomo e il suo rapporto con gli animali e le leggi della natura

Ferdinando Boero insegna Zoologia e Biologia Marina all’Università del Salento e si occupa di biodiversità marina e funzionamento degli ecosistemi. Leggendo la quarta di copertina si intuisce immediatamente da quale parte stia: «gli animali che pensiamo di amare spesso sono solo proiezioni del nostro egocentrismo antropomorfico».

Libro apparentemente e in qualche passaggio forse eccessivamente ironico, propone considerazioni trancianti. Boero parla ovviamente di zoologia ma soprattutto di ambiente ed economia. E lo fa partendo da una valutazione preliminare condivisibile che è quella secondo la quale è necessario che ciascuno sappia riconoscere la propria ignoranza per poterla ridurre.

Vi sono parole e concetti che riconosciamo come familiari ma dei quali ignoriamo il reale significato. Quasi come se fossero delle “supercazzole”, le altisonanti frasi incomprensibili con le quali uno straordinario Ugo Tognazzi incantava -beffandolo -lo sfortunato interlocutore che non ne coglieva il senso pur credendo che un senso vi fosse.

Una di queste parole è sostenibilità e per Boero quello che ormai sta accadendo da qualche decennio è assolutamente insostenibile, come ha pure riconosciuto Papa Francesco con l’enciclica Laudato si. Papa Francesco riconosce che nel mondo si va diffondendo la sensibilità per l’ambiente e la preoccupazione per i danni che esso sta subendo pur mantenendo, Lui, uno sguardo di fiduciosa speranza sulla possibilità di invertire la rotta.

Il docente salentino ritiene invece non idonee le innovazioni tecnologiche a recuperare le nefandezze compiute (e tra queste ci mette anche l’Ilva di Taranto) così come non si può pensare di curare il malato se prima non si è capito come si può debellare la malattia.

Per Boero l’essere umano fa parte del creato, della natura e non può credersi qualcosa di speciale rispetto ad essa. Anzi la natura potrebbe sopravvivere senza l’essere umano ma non è possibile il contrario. La denuncia che emerge da libro, una delle tante, è che l’umanità stia erodendo il capitale umano godendo della e nella crescita economica. Ma questa crescita economica, questo modo di concepire l’economia risulterebbe insostenibile e destinato a rubarci il futuro.

Una doverosa avvertenza per chi avrà voglia di leggere questo libro. In alcuni passaggi Boero appare davvero sgradevole per quello che dice (cito il paragrafo dedicato ai cani) ma questo, a mio personalissimo giudizio, non è per nulla un difetto. Personalmente anche grazie alle pagine di questo libro, forse ho, se pur di poco, ridotto la mia ignoranza.


John Berger – Perché guardiamo gli animali?

A essere osservati sono sempre gli animali e il fatto che loro -gli animali appunto – possono osservarci ha perso ogni importanza. “Perché guardiamo gli animali? ” , scritto da John Berger, non è solo questo ma anche questo. Il tutto raccontato con una efficacia che in non poche pagine lascia il posto a una meravigliosa poesia.

Il loro silenzio garantisce la loro distanza, la loro esclusione, la loro diversità dall’uomo. Perché gli animali sono comunque diversi da noi e quando sono reclusi all’interno di una gabbia mostrano inevitabilmente uno sguardo di indifferenza nei confronti dell’uomo.

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