In questa serie di articoli, ho raccolto delle riflessioni dedicate a tutti gli appartenenti al movimento “vegan” italiano.

La mia tesi è che chi ha a cuore l’avverarsi di un futuro in cui gli animali siano davvero liberi non può impegnarsi soltanto in direzione dell’abolizione completa delle forme di sfruttamento da parte dell’uomo ma dovrebbe anche porsi obiettivi tattici di medio periodo, considerato che il futuro ideale imaginato non può che passare da progressivi miglioramenti delle condizioni in cui gli animali vivono e del loro status nella società.

Allo stesso modo, volendo impostare in modo strategico le scelte comunicative, è necessario che i fautori dei diritti animali propongano insieme al veganismo alternative meno impegnative, per invogliare i propri interlocutori e incoraggiarli a muovere i primi passi in direzione del mondo ideale che immaginano, poiché chi si impegna per vedere realizzato un cambiamento dovrebbe tendere a creare ponti, non a stendere barriere di filo spinato.

Una cosa è certa: un mondo diverso è non solo possibile ma reale e impegnandosi con serietà e convinzione si possono ottenere risultati importanti. Tuttavia, per smuovere abitudini radicate, è necessario innanzitutto mantenere i piedi ben saldi per terra e comprendere che le lotte per l’affermazione dei diritti necessitano di tempo e di una fredda visione strategica. Se è vero che una società interamente vegana al momento resta un’utopia, questo non deve scoraggiare gli attivisti ma soltanto far comprendere che è necessario ben calibrare i propri sforzi, per raggiungere in meno tempo i risultati sperati.

INDICE

  1. L’esplosione del veganismo
  2. Il lungo cammino percorso
  3. Il cambiamento è nel carrello della spesa
  4. Pensare in modo strategico
  5. Verso il superamento del mito del veganismo
  6. La necessità di un movimento per i diritti animali

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