Il 13 ottobre 2017, la California si è dimostrata uno stato all’avanguardia prendendo una nobile decisione su una questione spinosa che, ad esempio in Italia, ancora non siamo riusciti ad affrontare: le fabbriche di cuccioli.

In quella data, la California diventava il primo Stato americano a bandire la vendita di cuccioli provenienti dalle famigerate “Puppy Mills”.

La nuova legge richiede ai negozi di animali di approvvigionarsi da rifugi o rescue, se vogliono vendere cani, gatti o conigli, mentre la vendita diretta di animali da parte di allevatori privati è ancora consentita. Simili divieti riguardanti le attività di allevamento di massa erano già in vigore in ben 36 città, incluse Los Angeles e San Francisco.

Di recente, leggi simili sono state approvate in altri Stati americani e in Australia, come abbiamo scritto di recente

Ma cos’è una “puppy mill”? Facciamo chiarezza:

La Puppy Mill (“fabbrica di cuccioli”) è una tecnica d’allevamento nella quale la salute dei cani viene trascurata per poter mantenere un costo di gestione basso e massimizzare i profitti. – Avenson v. Zegart, 577 F. Supp. 958 (D. Minn. 1984)

Dove si trovano le Puppy Mill?

Sono sparse ovunque, anche in Europa. I cuccioli vengono stipati in piccole gabbie e trasportati fino in Italia malati e ricoperti di parassiti. Nella maggioranza dei casi, si tratta di portatori di patologie genetiche legate alla razza a causa di accoppiamenti tra consanguinei.

Che cosa permette che un commercio simile sia ancora fiorente?

I bassi prezzi dei cuccioli fanno gola a chiunque desideri un cane di razza spendendo poco. C’è molta ignoranza riguardo questo genere di questioni, non si pensa che il costo di una cucciolata per un allevamento serio sia alto proprio per garantire i test sul DNA utili prevenire la trasmissione di malattie genetiche e, più in generale, la corretta gestione dei cani rispettando le norme di benessere non solo necessarie ma anche obbligatorie per legge.

Potete approfondire l’argomento leggendo i seguenti articoli:

Ma torniamo alla scelta della California…

Sono assolutamente convinta che non potesse prendere decisione migliore: tramite la vendita di animali abbandonati, le associazioni riescono a raccogliere fondi per il recupero di altri animali e si ha un maggiore controllo dei cuccioli in commercio. Trovo sia un vantaggio anche per gli allevamenti, che si potranno distinguere poiché gli unici a vendere cani puri, con pedigree ed esenzioni da patologie ereditarie legate alla razza d’appartenenza.

Cosa ne pensate?

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